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6 Aprile 2017
DEMENZE: IL PROBLEMA DELL’ASSISTENZA
DEMENZE: IL PROBLEMA DELL’ASSISTENZA

Quando si parla di demenze, uno dei problemi più difficili da affrontare riguarda il “come offrire un’adeguata assistenza” a chi ne soffre, un problema che riguarda numerose famiglie, i pazienti in prima persona, ma anche il nostro contesto socio-culturale e infine noi stessi, perché un giorno anche noi diventeremo anziani. Quindi non si può più far finta di nulla, è arrivato il momento di guardare in faccia alla realtà e ricercare soluzioni assistenziali innovative e più capaci di rispondere ai bisogni di pazienti e famigliari. Oggi sono stati fatti numerosi passi in avanti in campo assistenziale, ciò non toglie che ancora molto deve essere fatto, non ci si può fermare qui; nel campo delle demenze, a mio modo di vedere, più che in qualsiasi altro campo, ci sono tanti “muri da abbattere” e tante rigidità che appartengono ai vari “attori sociali” implicati (Servizi, Centri Demenze, ecc.) che impediscono ulteriori passi in avanti. Faccio alcuni esempi: perché non si parla francamente con i pazienti che soffrono di demenza? Perché si utilizzano spesso raggiri o comportamenti sleali nei loro confronti (ad esempio quando la persona deve essere trasferita in casa di riposo)?

Molto deve essere fatto per migliorare soprattutto le nostre capacità di interagire con i pazienti con demenza. Un’assistenza di qualità si basa soprattutto su “relazioni di qualità”. Esistono molte strutture per anziani che possono offrire molto in termini di servizi, e questo è senz’altro un bene, ma il rischio è che tali strutture rappresentino delle “belle confezioni” ma vuote al loro interno se non in grado di offrire anche “interazioni di qualità”.

Per le famiglie chiamate a districarsi fra le varie opportunità assistenziali credo possa essere utile ricordare che, laddove possibile, un coinvolgimento dei pazienti nelle scelte che li riguardano possa rappresentare una modalità inizialmente più faticosa, ma più ripagante a lungo termine. E a beneficiarne sarebbe la salute di tutti: pazienti, famigliari, operatori del sociale, ecc.

Forse non si tratta di una strada percorribile in tutti i casi, occorre senz’altro sviluppare una maggiore riflessione su queste opportunità e magari sarebbe utile poter condividere le esperienze di chi ci è già passato per capire qualcosa in più. Mi farebbe molto piacere poter aprire un dibattito su queste tematiche all’interno di questo spazio.

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