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21 Novembre 2016
ANSIA, DISTURBI FISICI, DIPENDENZA DAGLI ALTRI
ANSIA, DISTURBI FISICI, DIPENDENZA DAGLI ALTRI

 

Che cosa significa essere persone ansiose, oppure soffrire di attacchi di panico? Che cosa sono le fobie? Ansia e paura sono la stessa cosa?

Questi sono tra i termini più diffusi che vengono spesso utilizzati sia nella vita privata che nella pratica clinica. Si può considerare che più della metà della popolazione vada incontro, almeno una volta nella vita, ad episodi caratterizzati da sintomi d’ansia.

Questi sintomi possono trovare una modalità di espressione molto diversa da situazione a situazione, ad esempio:

“…..ero ad una cena con i miei colleghi di lavoro ed improvvisamente ho iniziato ad avvertire un dolore al petto, un fastidio, ho iniziato ad avere pensieri negativi sulla mia salute, temevo che mi venisse un infarto cardiaco…oppure che la pressione arteriosa potesse schizzare alle stelle…inoltre ho iniziato ad agitarmi, l’ansia si manifestava con movimenti a scatti e con la necessità di alzarmi e camminare verso un luogo isolato per cercare di calmarmi…”

Molto spesso chi soffre di disturbi d’ansia teme che gli altri si possano accorgere dei loro problemi, con ripercussioni sulla vita sociale e lavorativa.

Altri sintomi che caratterizzano, ad esempio, l’attacco di panico sono: dispnea, palpitazioni, nausea, dolore al petto, sensazioni di soffocamento, sudorazione, tremori, terrore, sensazione di disastro imminente, sensazione di distacco da se stessi, sensazione di irrealtà del mondo, paura di perdere il controllo, paura di impazzire oppure di morire.

In molti casi l’ansia può interferire sulla capacità di compiere spostamenti, con difficoltà a recarsi in luoghi poco noti, o comunque non abituali, in automobile oppure con qualsiasi tipo di mezzo; oppure difficoltà a recarsi in luoghi di vacanza non serviti da ospedali; altri non riescono proprio a guidare l’auto e devono essere accompagnati al lavoro; alcune persone possono temere di rimanere imbrigliati tra la folla in luoghi pubblici o nel traffico cittadino.

Esistono poi situazioni in cui, grazie alla presenza di figure rassicuranti, come il proprio partner, le persone con disturbi ansiosi riescono a compiere azioni che non riuscirebbero a compiere autonomamente (ad esempio, c’è chi non riesce a recarsi in un determinato luogo guidando autonomamente la propria auto mentre riuscirebbe tranquillamente a farlo se accompagnato/a).

Un’altra caratteristica che si riscontra è l’evitamento delle situazioni o dei luoghi associati alle crisi ansiose, spesso si tratta di luoghi dai quali non è facile fuggire o nei quali non è facile essere aiutati in caso di necessità.

Inoltre, le persone spesso pensano di essere colpite da una malattia somatica piuttosto che essere coscienti della natura ansiosa dei sintomi: “...temevo moltissimo di essere ammalata di cuore, frequentemente mi recavo da medici e specialisti per farmi visitare e, nonostante le rassicurazioni, la paura di essere gravemente ammalata continuava...”

Proviamo ora a capire quando ci si trova di fronte ad un’ansia per la quale può essere utile l’aiuto dello psicologo (ansia patologica) e a fare chiarezza sui termini utilizzati.

L’ansia è un’emozione che anticipa il pericolo in assenza di una causa chiaramente identificata e si distingue dalla paura che invece è legata alla presenza oggettiva di un pericolo che l’individuo valuta per poi agire scegliendo la fuga o la lotta (Laurent, 2000).

L’ansia è un sentimento che ognuno di noi può sperimentare laddove ci si trovi ad affrontare situazioni nuove, sconosciute ed incerte; l’ansia è sostanzialmente presente, in qualche modo, in ogni lotta che l’essere umano fa per la propria auto-realizzazione (Laurent, 2000).

Quando l’ansia rappresenta un aiuto e consente all’individuo di tirar fuori tutte le proprie risorse nonché di realizzare se stesso, possiamo parlare di un modo normale di vivere l’ansia.

Quando invece l’ansia impedisce all’individuo di esprimere le proprie risorse, di realizzare se stesso, quando l’ansia interferisce con le normali attività e porta all’isolamento, a ritirarsi sempre di più, allora siamo in presenza di un’ansia patologica.

L’ansia patologica si può presentare in modi diversi: in modo acuto (attacco di panico), in modo cronico (ansia generalizzata), associate oppure no ad altre patologie come le fobie che rappresentano risposte di evitamento, mediate dalla paura, sproporzionate rispetto al pericolo rappresentato dall’oggetto o dalla situazione specifici (ad es. paura degli spazi chiusi, paura dei ragni, paura dei luoghi pubblici).

I disturbi d’ansia possono essere efficacemente affrontati con l’aiuto dello psicologo. Rimango a disposizione per i commenti all’interno di questo spazio del sito. Come psicologa e psicoterapeuta mi occupo di queste problematiche presso studio privato a Fidenza e a Busseto.

E ricordatevi: “le paure possono dar vita a persone paurose ma anche a persone che vincono le proprie paure”.

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